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Esposizione alle sostanze chimiche

Come in molti ambienti moderni, in diversi luoghi della scuola esiste il rischio di esposizione ad agenti chimici dannosi. Sono noti i rischi per la salute causati dall’accidentale ingestione o contatto, a mani nude, di prodotti chimici. Le etichette di questi prodotti recano spesso l’avvertimento di “Tenere fuori dalla portata dei bambini”, ricordandoci così di conservare questi prodotti, in modo sicuro, per prevenire l’ingestione accidentale o l'esposizione. Tuttavia, ci sono altri modi in cui il personale scolastico o gli studenti possono essere esposti a rischi chimici: ad esempio, respirando concentrazioni dannose di sostanze chimiche che vengono rilasciate nell’aria interna da materiali o prodotti che sono fonti di inquinanti chimici indoor.

Liquidi e gas

Sostanze chimiche sono rilasciate in forma gassosa da quasi tutti i materiali solidi o prodotti liquidi sintetici che sono usati per costruire, decorare, mantenere, arredare, pulire e disinfettare gli ambienti interni (fra questi le vernici, la plastica, i prodotti e i profumi per la pulizia, i profumi per ambienti, adesivi e solventi, i mobili di compensato, tappeti, pavimenti o carta da parati in vinile, apparecchi elettronici, biocidi e pesticidi). Queste sostanze appartengono a un ampio gruppo di composti chimici, noti come Composti Organici Volatili (COV o VOC in inglese), che comprendono un sottogruppo di particolare interesse per l’ambiente e la salute: i Composti Organici Semivolatili (COSV o SVOC). Nell’aria indoor essi possono raggiungere i livelli più alti durante attività quali le pulizie quotidiane o occasionali, i lavori di ristrutturazione degli edifici scolastici o dei loro interni. Ciò è confermato da numerosi studi che hanno mostrato una maggiore concentrazione di alcune sostanze chimiche nell’aria interna (indoor), rispetto a quella esterna, a riprova che tali inquinanti hanno origine principalmente all’interno degli edifici.

Alcuni inquinanti (come la formaldeide ed alcuni solventi) hanno un aroma molto pungente, mentre altri possono emulare odori naturali, come quello di pino o di limone (ad esempio il limonene). Alcuni materiali, inclusi dipinti, tappeti nuovi e mobili, rilasciano COV lentamente nel tempo,  da alcune settimane fino a parecchi anni, emettendo piccole quantità di sostanze chimiche ogni volta che vengono usati, anche durante l’immagazzinamento. Le fonti interne di COV comprendono materiali da costruzione e arredamento (ad esempio tappeti, isolanti, dipinti, prodotti con rifiniture in legno, mobilio e rivestimenti per pavimenti), prodotti per le pulizie e deodoranti per l’aria, attrezzature per ufficio, nonché le attività di coloro che occupano l'edifico (ad esempio fumare, attività artistiche, laboratori di chimica e l’uso di prodotti per la cura della persona). Tra le più importanti fonti negli ambienti chiusi di COSV ci sono gli antiparassitari, i materiali da costruzione o da decorazione  contenenti composti di plastica flessibile, come ad esempio il vinile utilizzato per la carta da parati o  per i rivestimenti dei pavimenti e gli arredi contenenti prodotti ignifughi.

Tuttavia le stesse sostanze chimiche possono avere varie fonti: gli ftalati, per esempio, possono essere emessi dai rivestimenti in plastica dei pavimenti, dalle fragranze usate nei deodoranti per l’aria, o anche dai comuni prodotti cosmetici.

Esposizione e sintomi

Eccessive concentrazioni nell’aria di sostanze chimiche negli ambienti chiusi possono causare sintomi generici quali mal di testa o nausea, oppure irritazioni generiche come il prurito agli occhi e al naso. In persone sensibili possono causare reazioni allergiche o attacchi d' asma. Ricerche più recenti hanno anche indicato la possibilità di potenziali danni tossici alla salute conseguenti a esposizioni prolungate per anni, anche a bassi dosaggi, soprattutto nei  gruppi vulnerabili come i bambini. Alcuni COVS possono alterare le attività ormonali negli uomini e nella fauna e sono quindi conosciuti come interferenti endocrini. Al fine di prevenire pericolose concentrazioni di questi inquinanti nell’aria degli ambienti chiusi, è consigliabile assicurare una adeguata e regolare ventilazione e scegliere materiali e prodotti che abbiano pochissime emissioni di sostanze chimiche e non emettano sostanze notoriamente pericolose, basandosi sulle etichettatura ecologica. Imparare a leggere le etichette può anche aiutare a prevenire i rischi dovuti ad altre sostanze chimiche dannose presenti nelle scuole. A differenza degli inquinanti biologici, quelli chimici sono tossici anche per l’ambiente, non solo come risultato della pressione ambientale che esercitano durante il loro ciclo di vita, ma anche perché contribuiscono alle emissioni nell'aria esterna di COV, che giocano un ruolo nella formazione di ozono troposferico; inoltre, se i materiali che li emettono vengono utilizzati in modo non appropriato, possono inquinare terra ed acqua. Imparare a scegliere e a utilizzare prodotti di consumo più sicuri e a gestire le fonti di inquinamento negli edifici è quindi importante sia per la sostenibilità che per la salute.